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Dimensione Isola

A volte mi sento un’isola. E viverci amplifica la sensazione.

Per questo, il progetto Dimensione Isola, iniziato nel gennaio 2018 con il fotografo elbano Roberto Ridi , ha per me un doppio valore, sia artistico che umano.

Un'escursione ai laghetti rossi all'isola d'Elba - foto di Niccolò Ridi
Un’escursione ai laghetti rossi all’isola d’Elba – foto di Niccolò Ridi

L’idea è nata per caso, o meglio da una chiacchierata su un lavoro che stava portando avanti Roberto: fotografie dall’alto.

Confrontandoci, abbiamo scoperto profondi punti in comune sul nostro sentire e creare e da qui l’idea di un’opera a quattro mani, o meglio un progetto di creazione condivisa.

confronto di idee e tecniche
confronto di idee e tecniche

In linea teorica funzionava, ma nella pratica non sapevamo bene come fare…l’unico punto fermo e chiaro era l’Isola.

E da lì siamo partiti. Ci siamo così immersi nel verde profondo dell’Elba, in zone montuose dove il mare sembra lontano.

Schizzi e fotografie nei boschi a Marciana - foto di Niccolò Ridi
Schizzi e fotografie nei boschi a Marciana – foto di Niccolò Ridi

Siamo andati nella zona delle miniere, detta dei laghetti rossi, dai tratti desertici…fino a raggiungere il mare, dove l’isola esprime appieno il suo essere mediterraneo.

Abbiamo esplorato insieme, ognuno con i propri strumenti, io acquerelli e carta, lui con la macchina fotografica. Siamo così tornati in studio con gli occhi e il cuore gonfio di colori e sensazioni da filtrare e condividere.

Per me è stata un’occasione di sperimentare nuovi materiali, partendo non solo dal vero della natura, ma anche da una sua interpretazione fotografica.

È il caso del trittico “trasparenze” e del dipinto con prospettiva aerea “Portale n.43”


Fotografie “Ai confini del blu” di R. Ridi e il dipinto “Portale n.43” di C.Sammarco
trittico "Trasparenze", pittura su plexiglas
Trittico “Trasparenze”, pittura su plexiglas

Oppure del lavoro a quattro mani su plexiglas, che unisce un primo livello fotografico ad un secondo livello pittorico.

Il risultato è stato un’alternarsi di visioni, a tratti simili, altre volte contrapposte, come una musica cromatica, il cui spartito si distendeva di volta in volta in pareti tematiche dedicate a un “regno” diverso dell’isola.

Fotografia "I sensi del mare" di R.Ridi e "Mediterraneo n.15" di C.Sammarco
Fotografia “I sensi del mare” di R.Ridi e “Mediterraneo n.15” di C.Sammarco

Di fronte a tutto questo però mancava ancora un tassello: dare visibilità al principio, al processo che aveva animato quel dialogo artistico e tuttora lo sostiene.

Ed ecco che, nonostante un’iniziale timidezza e reticenza, abbiamo affidato il nostro messaggio a degli esperti, gli amici e registi “I Licaoni” e lo scrittore Romano Bavastro.

Ne è risultata un’opera nell’opera, ma il senso è proprio questo…un’apertura caleidoscopica che restituisca la sensazione dell’isola.

Introduzione del video-documentario su “Dimensione Isola”, a cura de “I Licaoni”

Puoi vedere il video integrale qui

“Dimensione Isola” è un work in progress, un progetto aperto nel tempo a nuove sensazioni e commistioni artistiche che possano restituire la bellezza non solo dell’isola d’Elba, ma di qualsiasi isola, reale o immaginaria, geografica o interiore.

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Un partecipante alla performance alla Fabbrica del Vapore a Milano

Erbario Antropologico

Perché l’uomo deve cogliere, pressare e classificare le piante per creare un erbario? E se invece rimanesse in ascolto della Natura?

Un erbario del 1921, a confronto con gli studi alla base del progetto “Erbario Antropologico”

Il progetto “Erbario Antropologico” nasce nel 2013 da questa riflessione. E’ una performance che si fonda sugli studi di scienziati americani e russi degli anni ’50-’60 che dimostrano la capacità delle piante di comunicare attraverso il loro sistema bioelettrico, non dissimile al nostro sistema nervoso.

Concetti simili sono stati affrontati in libri come “La vita segreta delle piante” di P.Tompkins e C.Bird, “Nanna” di Fechner, “Verde brillante” di S.Mancuso e molti altri.

Alcune immagini tratte dall’ “Erbario Antropologico”

Partendo da questo, durante la performance i visitatori sono coinvolti, in un gioco scientifico, a entrare in contatto emotivo con i fiori e le piante e a percepirne i messaggi.

Ogni persona entra così in empatia con una pianta in particolare e resta in ascolto interiore di ciò che emerge dal contatto con essa.

A quel punto la persona mi consegna il fiore o una foglia della pianta, assieme ad una frase emersa dall’esperienza in natura. Io, come artista visiva, ritraggo la pianta e trascrivo il messaggio, chiedendo infine di fotografare il binomio opera-persona.

E’ un gesto fantasioso che ribalta la prospettiva, ponendo l’uomo in posizione di ascolto e non di dominio verso la natura. L’artista elabora la forma e il colore delle piante scelte, insieme al messaggio che esse hanno ispirato, creando opere su carta in ricordo di un’ esperienza che è soprattutto di conoscenza interiore.” scrive la curatrice d’arte Anna Mariani.

Da questa interazione nasce un nuovo concetto di erbario, che non può prescindere dal rapporto dell’uomo nei confronti della natura…un erbario antropologico.

Un partecipante alla performance alla Fabbrica del Vapore a Milano

Il progetto è itinerante e si svolge in luoghi di cultura e di natura, come il Museo di Storia Naturale di Piacenza, La Fabbrica del Vapore di Milano e recentemente il Parco Nazionale Arcipelago Toscano.

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