Archivio mensile:giugno 2015

L’inverno sull’isola

La vita è fatta di piccoli riti che ne scandicono il ritmo.

Per me, uno di questi è andare la mattina presto alla spiaggia del Grigolo. Si accede da un piccolo passaggio, situato nel mezzo di via dell’Amore nel centro storico.

Non ti aspetteresti mai di trovarti il mare di fronte, eppure è cio’ che avviene percorrendo quel sottopasso.

Sarà lungo qualche decina di metri, ma sembra molto più esteso, per via dei due mondi che collega, quello urbano da un lato e quello marino dall’altro.

Una volta percorso, non ci sono particolari distinzioni tra i vecchi lupi di mare e i gabbiani. Quando arrivo la mattina li trovo lì entrambi, a far da guardia a quell’angolo di paradiso nascosto.

In un’ isola il vento è tutto, scandisce le giornate e gli umori. A lato della spiaggia, sul piazzale del rimessaggio di barche, ci sono diversi anemometri per misurarlo.

gabbiano mare

il gabbiano anemometro

Il mio preferito è un gabbiano in legno dalle ali mobili. E’ il suo movimento a darmi la sensazione visiva del tempo. Ci sono giorni, soprattutto d’inverno, in cui l’aria è tagliente e il rumore delle ali di legno che ruotano a tutta forza è l’unico suono che si riesce ad avvertire.

Dalla spiaggia del Grigolo si prosegue verso la scogliera immersa di agavi imponenti, che si trova ai piedi del faro. Passeggiando in quella direzione si possono vedere i confini dell’isola, il mare, il continente. Tutto al suo posto, ogni giorno.

L’unico a cambiare è il mare, coi suoi colori, i suoi moti, che rendono la terraferma a volte vicina, a volte malinconicamente lontana…

I gabbiani fanno da contrappunto a questo paesaggio eterno, nelle mattine dal cielo sbiadito. E’ l’inverno sull’isola…ne godo il silenzio e l’intensità dei colori.

L’estate vista da qui sembra lontana; ma quella è un’altra storia…

Conrad e il mare

Provo una sensazione famigliare nell’entrare all’ Acquario Civico di Milano in una giornata uggiosa. Merito di Conrad e del Mare che racconta.

La mostra a lui dedicata si articola su tre sale: è un viaggio tra parole ed immagini, tra oggetti marinareschi, tra libri dell’autore e video.

Potrei – dovrei- soffermarmi di più sugli scritti, la storia…e invece mi lascio andare all’improvvisazione, seguo la mia curiosità, il filo salino che mi ridà la sensazione del mare…in città.

Scorro velocemente i numerosi pannelli raffiguranti velieri e mappe, con a lato alcuni brani tratti dai libri di Conrad; sono attirata magneticamente da un’immagine in particolate, che scopro poi essere anche la locandina della mostra.

conrad

La locandina della mostra “Conrad e il mare”

A fianco queste parole:

“La notte era serena, appena ventilata. La nave si ingavonava un poco, scivolando tranquilla sopra un mare scuro, verso il fasto inaccessibile, opulento di un orizzonte nero trapunto di innumerevoli fuochi ammiccanti. Sopra le teste degli alberi la campata risplendente della via Lattea attraversava il cielo come un arco trionfale di luce eterna, gettato sopra il buio sentiero della terra. All’estremità del castello di prua un uomo prese a fischiettare con brio un allegro motivo di giga, mentre un altro lo accompagnava battendo il tempo con i piedi.”

da “Il negro del Narcissus”

Questa musica sembra diffondersi nella sala…è il potere delle parole di Joseph Conrad, scrittore di origine polacca che nel 1874, all’età di sedici anni, intraprese la carriera marittima viaggiando in terre lontane e conoscendo così dal profondo il mare e la sua gente.

Dopo dieci anni passati a bordo di navi che solcarono le acque del globo terreste, Conrad si fermò in Gran Bretagna, dedicandosi definitivamente alla scrittura.

Il mare rimase lo sfondo principale dove muovere i protagonisti dei suoi romanzi, tra i quali tengo a ricordare “La linea d’ombra”, “Nostromo”, “Il negro del Narciso”, “Lord Jim” e “Cuore di tenebra”.

Il mare di Conrad, da un lato è descritto in modo preciso e rigoroso, dall’altro è un non luogo dove emergono gli aspetti più misteriosi della natura umana.

Nonostante sia improbabile che lo scrittore abbia letto i primi studi sulla psicanalisi di Freud, il suo mare si relaziona all’inconscio, all’interiorità dell’uomo.

Mentre, infatti, nel medioevo il mostro era annidato nei flutti d’acqua, in Conrad è nel cuore umano ed il mare può essere la via per fuggire dalla pesantezza del vivere…e per ritrovare sé stessi.

M’incammino silenziosamente verso l’uscita della mostra, lasciandomi alle spalle un vago odore di libri. Esco…sta piovendo.